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SMWS ADVENT CALENDAR: SETTIMANA #4

smws-advent-calendar-2020

Con colpevole ritardo, eccoci a completare la pubblicazione delle recensioni del Calendario dell’Avvento 2020 della Scotch Malt Whisky Society: ci perdonerete, i bagordi son bagordi per tutti. Si chiude con qualche pezzo pesante e con un distillato svedese che non avevamo ancora mai incontrato, ma di cui si parla un gran bene… Vedete?, poi si dice che a bere non si impara mai niente!

Shiver me timbers 10.195 6 yo (Global Gathering 2020, Smws, 59,8%) – 21 dicembre

Direttamente da una distilleria di Islay che sta alla fine di una delle strade più belle di Scozia, ecco un malto torbato giovane giovane, come usa tanto adesso tra gli indie. N: giovane e isolano a livelli estremi. C’è una sporcizia molto pronunciata, tipo salamoia e pancetta steccata. Spiaggia. Pelle di salame non troppo integrata. Anche tanto cereale verde smoggoso. Arriva poi una dolcezza impetuosa semplice e vanigliosa, tipo zucchero liquido. P: ingresso esplosivo, ancora molto sporco e cerealoso. La torba è davvero acre, accompagnata da sentori sapidi. Cioccolato bianco e vaniglia. Semplice ma diretto, sicuramente di grande bevibilità. Si attenua quel difettuccio del naso, però rimane animale. F: ancora grasso di maiale bruciacchiato, salmastro, chicco d’orzo torbato ed erba arsa. Di Bunna così, già pazzescamente buoni a questa età ne stanno uscendo tanti, questo forse paga un naso leggermente troppo selvaggio – ovviamente solo a nostro gusto: 84/100.

Forthright without being impertinent 39.193 11 yo (2008, Smws, 62,3%) – 22 dicembre

Non capita tutti i giorni di assaggiare un malto di questa distilleria dello Speyside, senza imbottigliamenti ufficiali e poco disponibile per gli indipendenti – nonostante un legame molto stretto con il legno, e abbiamo detto fin troppo. Brava Smws! N: qualcuno ha detto cocco? Beh qui ne abbiamo una intera tonnellata, complice il fatto che la botte è un first fill ex bourbon barrel. Solvente per le unghie aromatizzato alla mandorla (oltre 62 gradi non sono una passeggiata). Abbiamo poi tanta ricchezza zuccherina che ricorda il gelato Malaga e alla crema. Bignè con crema pasticcera e pasticcino alla frutta. Pesca, banana. P: impressionante la facilità di beva a questa gradazione; abbiamo ancora un’esplosione di cocco, vaniglia, crema pasticcera. Linkwood si conferma campione di frutta, esibendo con grande freschezza mela gialla, albicocca, spremuta d’arancia. Sentori di legno dolce. F: abbastanza lungo, ancora con tanta frutta gialla e gelato alla crema. Frutta secca burrosa, tipo noce di Pecan. Un whisky facile che non paga dazio alla gradazione folle, pulito per quanto pesantemente impattato da una botte molto attiva. Goduria: 85/100.

Ready-made Marmalade R13.2 22 yo (1998, Smws, 62,1%) – 23 dicembre

Un single cask di un rum distillato a Trinidad e messo a riposare in una botte first fill ex bourbon. N: convivono due anime, che si spintonano a vicenda in un profilo indiavolato. Da una parte il barile ex bourbon di primo riempimento, che dona botte poderose di vaniglia e pan di spagna caldo, caramello; dall’altro quelle note di quella distilleria famosa e chiusa di Trinidad (ci siamo intesi, insomma) che ricordano un po’ il carburante diesel. C’è poi tanto zucchero di canna (mavvà?) e frutta molto matura tipo caco. Super carico. P: esplosivo coi suoi 62 gradi di potenza bruta, bombe di zucchero caramellato e glassa. Cassata siciliana e marshmallow bruciato. C’è poi ancora tanto caco maturo con la frutta che si mescola a note plastiche, ancora di carburante, adatte a palati più che allenati. F: lunghissimo, con la frutta ipermatura che domina, imbevuta di nafta e salamoia. Aggiungendo acqua tra l’altro le note di carburante si ingigantiscono e a sorpresa si prendono la scena, facendo emergere una punta amarognola non proprio aggraziata. Spesso gli imbottigliamenti di questa defunta distilleria sono osannati dagli appassionati del distillato caraibico, e anche noi, pur nella nostra colossale ignoranza, ne siamo stati sedotti spesso. Qui però a una dolcezza davvero spropositata, esibita che non è nelle nostre corde, si sommano note sporche che aggiungono fascino solo in parte, per quanto intriganti. Tuttavia un’esperienza da fare sicuramente, che numeriamo con un 84/100.

Black Oak 8 yo (2019, SMWS, 50%) – 24 dicembre

Operazione curiosa, questa: la Society non dichiara nessun numero in etichetta se non quello dell’età (8 anni), per questo malto dello Speyside che ha subito un finish in barili ex-Armagnac. N: molto profumato e aromatico, tende decisamente allo zuccherino: frutta matura, zucchero filato, una nota dolce di albicocche disidratate che ci fa venire in mente un buon Moscato. Niente di straordinariamente complesso, ma piacevole. Qualche sentore vegetale fa capolino dopo un po’. P: coerente, tende un po’ più all’agrumato e allo speziato qui. Note di liquore all’arancia, cannella e zenzero (biscotti di Natale). Ancora albicocche disidratate, poi qualcosa di più scuro, tipo tabacco da pipa. Qualche sentore di tè infuso un po’ troppo, curioso per un malto di questa età ma per nulla fastidioso. P: lungo, un po’ sgraziato, con la dolcezza che va da una parte e le spezie del legno che restano come staccate. Esperimento piacevole, nel complesso una buona bevuta, molto interessante – legni di questo genere saranno sempre più utilizzati negli anni a venire, abituiamoci a questi sapori. Peccato per un finale un po’ così. 85/100.

A sweet kiss from a smoking mermaid 145.1 8 yo (2011, Smws, 62,7%) – 25 dicembre

La Svezia che non ti aspetti, non il “solito” Mackmyra ma una micro-micro distilleria fondata nel 2009. N: miracolosa la delicatezza a oltre 62 gradi. Si presenta molto pulito e cristallino, erbaceo e costiero. Sembra di stare in una sauna dove vengano scaldate erbe officinali. Il fumo non è eccessivo e assomiglia all’odore di un fuoco in lontananza. Legno di baita in estate. Limone a dare ulteriore freschezza. P: qui la gradazione si sente già di più e la bevuta si fa più difficile. La dolcezza però è semplice, tipo una limonata zuccherata. Poi erba bruciata, castagne e fin qui tutto bene. A metà sorso però si innesta un lato balsamico davvero esagerato (aghi di pino), ancora di piante secche scaldate, assieme a un senso di plastica francamente inquietante. F: buona sapidità, su cui però insistono funeste queste note di plastica fusa e di aghi di pino bruciati. Con acqua: pesce secco (lasciate stare). Diciamo che sicuramente la coerenza non è il suo forte: a un naso davvero gradevole e cesellato segue un palato tutto pazzo e praticamente sinistro. Perfetta dunque la definizione di Sirena, che ti attira col suo fascino irresistibile e poi ti trascina nell’abisso: 81/100 (media tra un naso da 86 e un palato da 74).

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One thought on “SMWS ADVENT CALENDAR: SETTIMANA #4

  1. Provato il 10.195 e mi è piaciuto molto, ho apprezzato i toni sgarbati da bad boy from Islay, invece del black oak ho preso la bottiglia per curiosità , provato un paio di sere, non mi ha ancora convito del tutto, l’ho trovato un pò sgraziato ed a tratti con una punta alcolica fin troppo pungente, ma ci sarà modo per riprovare… e riprovare

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