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Ardbeg ‘Dark Cove’ (2016, OB, 46,5%)

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E infine, eccoci qui. Abbiamo tergiversato, abbiamo affrontato un Caol Ila e un Arran, ma un po’ così, per gioco: e d’altro canto si sa che bisogna preparare il terreno adeguatamente ai grandi botti, perché questi risuonino più deflagranti e spaventosi nell’aria. E quindi, dopo una settimana, eccolo qui: la strenna annuale di Ardbeg, la distilleria più posh di tutta Islay, in edizione (come al solito, falsamente) limitata, con etichetta nera come la pece e una storia da raccontare. La storia non la racconteremo, perché dopo il whisky spaziale dell’anno passato francamente ne abbiamo abbastanza di trovate da ufficio del marketing; ci concentreremo dunque, come al solito, sul whisky, che è quel ci interessa. Dark Cove: età non dichiarata, invecchiamento in miscela di botti ex-sherry ed ex-bourbon.

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N: se Ardbeg quest’anno voleva stupire, certo non si può dire che abbia fallito – almeno per quel che ci riguarda. Sulle prime si rimane infatti sconvolti da un lato erbaceo inedito, per la distilleria: e per erbaceo intendiamo erbe aromatiche e balsamiche, tra rosmarino e salvia, aghi di pino (resina da conifere; qualcuno alla presentazione ha parlato di ‘mirto’, e in effetti…). Proprio per questo lato, ci si può facilmente suggestionare richiamando alla mente – quasi – un gin erbaceo (come può essere il gin Mare, per intenderci). Dietro a questa prima coltre, ecco qualcosa di più atteso: spuma di mare, innanzitutto, e poi la torba di Ardbeg, acre ma (avvertiamo) qui tutto sommato ‘delicata’: leggasi, non brutale come al solito. Solo nelle retrovie emerge una vaga ‘dolcezza’, con qualcosa di borotalco, vaniglia e poco più.

P: ha un buon corpo, bello grasso… Tutto è molto compatto e ben legato: arrivano infatti all’unisono una sapidità marina molto pronunciata, delle speziature balsamiche ed erbacee di cui già al naso (resina, rosmarino – e ritorna la suggestione di un gin tonic molto secco) ed una torba greve, acre, da motore diesel e inchiostro. Poi l’apporto determinante del legno è qui più evidente e definitivo: liquirizia soprattutto, tanto cioccolato fondente; un velo di vaniglia. Marmellata d’arancia. Solo verso la fine si percepisce un fumo…

F: …che al finale dura a lungo, ricordando certi barbecue, con legna ardente in fiamme, carbonizzata. Un velo di sale accompagna una dolcezza liquiriziosa. Bacon?

Partiamo dal voto: 87/100. Ci è piaciuto molto, ne abbiamo apprezzato le asperità, le punte balsamiche ed erbacee decisamente inusuali per l’immagine che abbiamo dei ‘soliti’ Ardbeg; detto ciò, e riconoscendo che, soprattutto al palato, la dolcezza legnosa si fa un po’ carica, ci resta il rammarico di una gradazione un po’ bassa, ché probabilmente, se fosse stata diversa, avrebbe portato il giudizio ancora più in alto. Comunque, vediamo l’inversione di tendenza, almeno nel nostro registro, e ne gioiamo grandemente.

Sottofondo musicale consigliato: The Black KeysTighten Up

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