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GlenDronach 21 yo (1993/2014, OB for Beija Flor & Silver Seal, 58,1%)

L’abbiamo assaggiato per la prima volta a Roma, ed era solo un piccolo, sperduto campione di botte in attesa di trovare una nuova famiglia; ci era piaciuto, molto, ma poi l’abbiamo quasi dimenticato, persi nel quotidiano tran-tran… E poi, a Novembre, finalmente ne abbiamo presa una bottiglia tra le mani; l’abbiamo aperta, ne abbiamo versato qualche dram: e la magia è tornata. Stiamo parlando del GlenDronach ‘dei blogger’, selezionato da un panel composto dai più illustri (…) blogger di whisky italiani, da Max Righi e da Maurizio Cagnolati, i nomi e le anime dietro ai marchi Silver Seal e Beija Flor (potete leggere tutta la vicenda nella bella prosa di Davide). Ora, vediamo un po’ se insieme ai fidati compari abbiamo scelto bene: si tratta di una singola botte (#35) del 1993, ex-sherry Oloroso first-fill, invecchiata per 21 anni e imbottigliata da poche settimane.

Schermata 2014-12-15 alle 12.23.54N: miracolo! Dov’è l’alcol? Forse si è defilato per rispetto alla complessità di questo naso… Ha una ricchezza aromatica clamorosa, che quasi ingolosisce, ti prende per la gola… Il primo impatto è di un bel cioccolato, fondente (anzi: il cremino fondente); poi, a tappeto, un gran misto di frutti rossi, qui in versione fresca e succosa, ma anche: ciliegie sotto spirito! Un’altra immagine che ci viene in mente è: frutti di bosco con il Porto. Prugne nere, fresche e succose; anche fichi freschi, belli maturi. Poi ci addentriamo anche in un lato più graffiante: una bella nota di ‘caramello bruciato’, di creme brulée. Poi, delle note di anice, di rabarbaro, di tè, di legno umido, qualche punta di noce moscata e cera d’api: note sporche che si integrano perfettamente con il resto. Top. Sigaro?

P: anche qui impressiona l’inconsistenza dell’alcol, che lascia il campo a un corpo di compattezza e intensità. Clamorose. Le due anime descritte al naso (fresco fruttato succoso vs graffiante speziato tannico) proseguono qui all’unisono: e quindi, cioccolato ed eucalipto, frutta rosa (ancora iper-succosa) e rabarbaro, arancia e tamarindo. Qui il lato dei tannini si fa più erbaceo, vegetale, ma senza sforare nella dimensione dello ‘sforzato’. Accompagna verso il finale ancora quella nota speziata e piccantina di sigaro. Non sarebbe necessario, ma se volete farvi un regalo e gridare di vera gioia, aggiungete acqua: il lato tannini/erbe si fa appena da parte e lascia che la dolcezza esploda, veramente fragorosa (marmellata di fragole? crostata ai frutti di bosco?).

F: lunghissimo, aperto dal sigaro (quasi fumo); resiste, ancora clamorosamente, una frutta fresca, succosa; cioccolato amaro e una nota biscottata, di malto, a sorpresa.

Noi blogger di whisky italiani saremo dei cialtroni ma di certo sappiamo riconoscere un buon malto; o per lo meno, in questo caso l’abbiamo fatto – e c’è da dire che tutti e quattro i campioni ci erano parsi di alta qualità, quindi non è che proprio sia stato un compito difficile. Ma ecco, un GlenDronach di questa età, per sedurci davvero, deve essere come questo: ha infatti un ottimo bilanciamento tra il lato erbaceo e quello dolce, succoso; e diciamo già che un punticino in più glielo diamo perché con acqua evolve in modo davvero deflagrante. E insomma, bando alle ciance: 94/100 è il nostro voto; perdonateci, l’abbiamo scelto (anche) noi. Qui le impressioni di Federico, qui quelle di Giuseppe.

Sottofondo musicale consigliato: Keith Jarrett – Over the rainbow, dal concerto alla Scala del 1997. Una versione sofferta, e per questo splendida.

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3 thoughts on “GlenDronach 21 yo (1993/2014, OB for Beija Flor & Silver Seal, 58,1%)

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